Anche il candidato delle sinistre a Napoli, DeMagistris, per quanto preparato, non sa guardare molto al di la’ della attuale “contingenza” economica e politica. O almeno cosi’ mi fanno pensare certe sue frasi, anche belle. Per esempio:
“Napoli è diventata un laboratorio politico eccezionale che vede protagonista un movimento popolare post ideologico ma idealista, un movimento che vuole un nuovo corso etico, politico, amministrativo, un movimento che appare socialmente trasversale. Napoli è quindi un simbolo positivo per tutto il Paese.”
Tratto dal suo intervento su LiberAzione, pubblicato in questi giorni.
SI’ e’ chiaro che i cittadini chiedono un nuovo corso etico … ma dove sta scritto che questo debba essere post-ideologico?
Io ritengo che invece questo e’ il momento di ri-editare e ri-proporre l’ideologia, semplicemente perche senza di essa non puo’ esservi un serio progetto politico, per il futuro del paese. Sarebbe un po’ come dire che si richiede un nuovo corso in ingegneria meccanica o civile o elettronica, ma che faccia a meno della matematica. Sarebbe una bestialita’, nevvero?
Le basi di un progetto politico o sociale non possono non appoggiarsi su una sana ideologia, altrimenti stiamo solo andando incontro ad una ulteriore mutazione del populismo — oggi berlusconiano e bossiano — verso forme forse meno irridenti della legalita’ e della giustizia sociale, ma tuttavia inadeguate alle vere esigenze della prossima fase storica.
Occorre fare un bel passo indietro per guardare il nostro mondo con occhi sufficientemente distanti e disincantati. E si potra’ allora vedere che e’ un mondo che soffre di diseguaglianza e di squilibrio.
Facciamoci su una bella riflessione, ma, appunto, facciamola senza paura di appoggiarla ad una ideologia, come quella comunista, che oggi e’ l’unica che potrebbe dare una risposta seria.
Si’ perche’, lo si voglia riconoscere o no, il modello patriarcal-padronal-liberista e’ in pieno fallimento, e non puo’ essere rabberciato in alcun modo. Questo avviene semplicemente perche’ non viviamo in un mondo con risorse infinite, e dunque le risorse vanno gestite per il bene comune, l’accesso alle risorse va riequilibrato.
C’e’ bisogno di qualcuno che sappia guidare la decrescita, e la formazione di costui non puo’ essere che comunista. L’espansione dei consumi, che viene ancor oggi implorata dagli economisti, e’ semplicemente inattuabile. La crescita economica indefinita e’ una parola senza senso.
MA c’e’ gia’ abbastanza ricchezza al mondo per star bene tutti! Solo che la si deve distribuire in modo diverso, profondamente diverso.
Nella mia famiglia abbiamo tre auto, che consumano e costano una parte sostanziale del nostro reddito. Sviluppare la societa’ in modo che la mia famiglia non ne abbia bisogno, ma possa sopravvivere con due o con un’auto sola … questo e’ un obiettivo che libererebbe quel reddito per usi meno dissennati. In altre parole: quelle tre auto oggi ci sono imposte, non sono affatto desiderate, ne faremmo ben volentieri a meno. IN cambio, per esempio, di meno orario di lavoro, di servizi pubblici piu’ efficienti e flessibili.
Non e’ cosi’ che la politica pero’ sta affrontando il problema, la benzina aumenta, e l’auto mi mangia sempre piu ‘una parte importante della mia vita, ma nessuno sta lavorando perche’ io possa farne a meno, anzi!
E cosi’ anche per miriadi di altre cose, la salute costa sempre di piu’, a chi puo’ pagarsela.
La cultura, la formazione scolastica costa sempre di piu’, per chi puo’ pagarsela.
La liberta’ … anche quella di scegliere come morire … costa sempre di piu’.
La classe lavoratrice non sa piu’ di essere proletariato, per questo non si rende conto di stare seguendo gli obiettivi di diseguaglianza imposti da una razza di manager / economisti / politici che non sa guardare avanti, e che racconta a tutti un vecchio film a lieto fine, quello in cui si vivra’ tutti felici e contenti grazie a chissa’ quale miracolo ( la scienza, l’energia atomica, l’energia solare ?).
Ma il futuro, come nei primi film dei fratelli Lumiere, sta arrivando veloce come un treno, solo che potrebbe -stavolta- sfondare la tela dello schermo e travolgerci tutti per davvero.
Solo sapendolo affrontare ideologicamente possiamo governarlo.
Perche’ per far accettare la “rinuncia”, per esempio quella alla terza auto, occorre sia fortemente motivata se non “emotivata” cioe’ giustificata emotivamente. Se non torna alla ribalta politica una sana ideologia sara’ perche’ a vincere sara’ l’utilitarismo di qualcuno, ma la rinuncia ci sara’ di sicuro, comunque, e tutta a nostre spese!