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February 28, 2006

Te lo do’ io il mercato! E 2!

Filed under: Blog — Administrator @ 8:32 pm

Chi, come me, lavora in un settore produttivo, cioé in fabbrica, non crede alla libertà del mercato nemmeno quando si masturba. Questi 4 beoti che ci hanno governato finora si offendono con la Francia, che fa esattamente quello che farebbero loro se avessero non dico i coglioni (di quelli ne han che basta) ma almeno un po’ di serietà nell’amministrare le cose NOSTRE. Il fatto è che i nostri 4 napoleoni da osteria non possono rendere pan per focaccia al perfido francesone, per un motivo semplicissimo: in Italia, dopo che son passati i caldarrostai padani, non è rimasto né il pane né la focaccia! E che gli fai ai Francesi? Un baffo alla Dali’ ? Ou, peut ètre, on va leur offrir une boîte de merde d’artist ? W il “made in Italy” !

February 25, 2006

Qualcosa di serio, qualcosa di sinistra

Filed under: Blog — Administrator @ 9:12 am

Ogni tanto mi piacerebbe scrivere qualcosa di serio e di sinistra. Poi mi scattano i meccanismi di autogratificazione, e comincio a cazzeggiare. Quando si lavora come me, pesantemente, si vorrebbe sentire che lo fai per qualcosa, che stai migliorando il mondo, granello a granello, per carità, non dico mica “in grande”. Ma invece per quanto uno “tiri la carretta”, e io la tiro, poi tornato a casa (anzi durante il viaggio di ritorno) senti tali e tante schifezze, che ti perdi tutto il senso di aver fatto qualcosa di buono nella giornata, ti senti un imbecille che ha lavorato fino a perdere il fiato, per ingrassare ancora di piu’ i soliti porci. Certi parenti miei, gia’ da anni, allevano un maialino, che poi sacrificano e ne fanno salami e costicine. Quel momento è importante, contadino, sanguinario e brutale, ma molto molto catartico (cercare su google il significato).
Il maialino aveva un nome diverso ogni anno, piu’ o meno. Per un anno, forse due, fu Bettino. Poi la cosa cambio’, divenne Silvio, ed è ora stabile, nome fisso, che non cambia piu’. Ci sarà un motivo?

February 23, 2006

MALAPOLEMICALAFACCIAMONOI!

Filed under: Blog — Administrator @ 9:01 pm

Da quest’anno il governo italiano non elargirà più alle organizzazioni internazionali i cosiddetti “fondi volontari” che da oltre trent’anni consegna puntualmente. Il taglio, improvviso e passato quasi sotto silenzio, sarà di circa 52 milioni di euro. La decisione è chiara nella delibera del 16 febbraio scorso approvata dal ministero degli Esteri che, oltre a decurtare della metà il tradizionale bilancio dei cosiddetti contributi volontari alle organizzazioni internazionali, ha deciso che a Acnur, Unicef, Fao, Undp, Unesco e Oms non saranno più destinati fondi. Anche se, si fa comunque osservare da ambienti diplomatici, “i tagli sono temporanei e dovuti alla ridotta disponibilità di fondi”. La denuncia è partita da “il Manifesto”. Gli enti, preoccupati, confermano anche se, per ora, evitano di fare polemica.
Ora una cosa del genere puo’ sembrare minore, meno importante di tante altre, e certamente è vero, per esempio le torture del carcere nazi-bushista di Abhu-Grahib, cui partecipavano anche gli italiani, o l’obiettivo finalmente raggiunto dai marines di scatenare la guerra civile in Iraq, ottenuto distruggendo di propria mano ( perché ci sono dubbi su chi sia stato?) uno degli edifici piu’ belli e simbolici del mondo. Tutte cose mostruose. Ma il blocco degli aiuti umanitari alle organizzazioni occidentali per gli aiuti al terzo mondo, ha una valenza particolare. Si getta la maschera, semplicemente. Non è una sorpresa per noi comunisti, ma è una conferma fredda e tristissima. Di umanitario non c’era nulla e nemmeno ci sarà mai con questa gente. Impariamo a difenderci da soli, e … spacchiamogli il culo a questi furfanti. PIETA’ L’E’ MORTA!

February 18, 2006

Porche dimissioni

Filed under: Blog — Administrator @ 6:25 pm

O dimissioni porche. O dimissione del porco. Le vignette recentemente pubblicate anche sulla “patania”. Che poi è il luogo in cui, diceva mia suocera, c’e’ sempre solo nebbia. Le vignette, dicevo, che rappresentano un calderolo raffigurato in guisa di porco, hanno sortito un effetto di cataclisma. Anche i borghezzi non hanno piu’ nemmeno il coraggio di prendere il treno, e ammutoliti stanno, o forse ammaronati. Intanto l’abbaiante finalmente ha almeno una giustificazione clinica per l’incomprensibilità degli sputacchi che suole emettere frammisti a suoni gutturali. E questi fessi ci hanno governato, si fa per dire, per cinque anni! Gli italiani, intanto, scappano terrorizzati alla vista di un pollo arrosto … non ho parole!

I saldi! STUPRATE con lo sconto!

Filed under: Blog — Administrator @ 10:05 am

Allucinata sentenza di sconto sulla pena per lo stupratore di una minorenne! Ma i giudici sono pazzi? Il problema e’ che non lo sono! Evidentemente in qualche piega della LEGGE si annida la possibilità dello sconto! E COME SEMPRE a vantaggio dei forti contro i deboli. Non è una novità. Anche io ne so qualcosa, licenziato in tronco a 50 anni e da 6 anni non si sa nulla. E’ meno grave? lo e’ non scherziamo proprio, uccidere una ragazzina nella sua dignità è molto piu’ grave. Ma comunque … l’idea e’ sempre quella. Il garantismo dei forti ! La legge va cambiata. Deve esserci un criterio che dia un vantaggio immediato, dia una vera parità di risorse a chi e’ comunque l’offeso! SI DEVE FARE E BASTA! come disse il babbano a proposito della TAV.

a me, me fa paura solo u’ fesso

Filed under: Blog — Administrator @ 7:58 am

Cosi’ diceva Eduardo, un altro grandissimo Italiano di Napoli. Certo non poteva immaginare di fare un involontario riferimento all’ingombrante ed ignorante “ministro” che ci ritroviamo tra capo e collo. Perché a nessuno, e dico nessuno, delle pur centinaia di personaggi presenti sulla scena politica europea, e toccato in qualche modo dalla mostruosa vicenda delle vignette anti-islam, a nessuno poteva venire nemmeno lontanamente l’idea di presentarsi al pubblico addirittura indossando l’insulto contro la fede dei Maomettani. Mi si obietterà che anche dire che Calderoli abbia avuto una idea è un modo esagerato di esprimersi, e non lo nego. Ma si tratta pur sempre di qualcuno che ha delle responsabilità di governo, ed in un momento cruciale della vita politica Italiana.
E’ c’e’ un’altra cosa che mi dispiace assai, questi piccoli deficienti padani non sono degli incolti, perché sicuramente una educazione la hanno ricevuta, ma non sono stati capaci di imparare nulla, sono degli IGNORANTI e dei FESSI. Eduardo si dimenticò di riferirsi anche agli ignoranti, mentre l’ Italia cresceva e la televisione permetteva a tutti di imparare a leggere e scrivere (non è mai troppo tardi…) chi si aspettava di vederne ancora cosi’ tanti e cosi’ grossi in giro?

February 11, 2006

NAPOLEONE sono io!

Filed under: Blog — Administrator @ 8:57 pm

Che ci crediate o no, quando fui battezzato (ero piccolo e non mi ribellai) mi furono assegnati tre nomi, che conservo tuttora con “divozione” come si dice a Napoli. E difatti non nascondo a nessuno che per la Chiesa (quella con la maiuscola, ma dove è?) io sono Antonio Napoleone Maria. Antonio era il mio nonno paterno, che non conobbi mai e Napoleone era il mio nonno materno, che nemmeno conobbi. Entrambi persone perbene, entrambi Napoletani. Antonio Morra discendeva da un ufficiale borbonico (Dal Grande) che perse il posto per aver rifiutato di sconfessare il proprio giuramento di fedeltà al suo Re, quando arrivarono i lanzichenecchi dei savoia. Napoleone Pisani era un signore piuttosto ricco, ma lavorava, farmacista in una zona assai povera di una regione assai povera, il Cilento, durante la seconda guerra. Se potevano, i paesani, le medicine le pagavano, ma certo io feci in tempo a conoscere persone che pagare non avevano potuto, e tuttavia erano stati curati, e sopravvissero. Lui mori’ per mancanza di insulina … ED ERA FARMACISTA!
E’ vero, silvietto, e’ vero, c’e’ qualche Napoleone che ha fatto piu’ di te, assai di più ! E forse, silvietto, lo ricorderemo anche un bel po’ di più di te! silvio berlu-che ? berli-che? si’ aspetta mi pare, deve essere… berlucchi, no no … Berlucchi è quello dello spumante (buono!) , ah si’ berluccone / berlucconi / berlucCANE ,ah si, si eccolo li’ berluccane, si! un nome cosi’ !

Fiorani pagava i politici in contanti

Filed under: Blog — Administrator @ 12:41 pm

Serviva per difendere Fazio. Cosi’ scrivono sul sito di Repubblica, in data odierna. NON CAPISCO DOVE SIA LA NOTIZIA ! O che voi i politici li paghereste con le cambiali? Con assegni a “me medesimo” ? Magari in lingottini d’oro? O in monetine da 10 centesimi ( almeno quelle neh! che quelle di bronzo gli fanno -giustamente- schifo) ? No! Se un politico te lo vuoi fare amico .. pagalo in contanti. Un po’ di romanticismo, anzi, non guasterebbe. Le banconote fruscianti, fresche e croccanti, appena ricevute dalla mano di chi - infatti - le stampa in casa, il DIRETTORE della Banca D’Italia! Magari legate con un nastrino verde, per i leghisti, azzurro per i forzitalisti ! Vuoi mettere? Invece che aberranti nomi in codice di conti svizzeri! WWW la mazzetta autoctona!

February 8, 2006

Eccellente, Fausto, eccellente !

Filed under: Blog — Administrator @ 9:05 pm

Eh si’ … a volte il nostro segretario dice le cose meglio di quel che riesco a pensare io …

L’INTERVISTA. Bertinotti: chi mi chiede di fermare
le proteste non sa nulla dei movimenti di base
“Bloccare quella fiaccola
la sfida della lotta operaia”
di PAOLO GRISERI

Fausto Bertinotti

TORINO - Non confondere lo spirito olimpico, richiamato da Ciampi, con le richieste, che sono venute anche ieri dall’Unione, perché Rifondazione si smarchi da chi sta protestando lungo il percorso dei tedofori. È su questa distinzione che Fausto Bertinotti fonda il suo messaggio agli alleati: “Non potete chiederci di spegnere le contestazioni che nascono dai movimenti e dai problemi reali della società italiana”.

Onorevole Bertinotti, come risponde all’appello di Ciampi?
“Rispondo che lo trovo totalmente condivisibile”.

Non è simile agli inviti degli esponenti nazionali dell’Unione e del sindaco di Torino che vi invitano a prendere le distanze da chi blocca la fiaccola?
“Assolutamente no. Quello del capo dello Stato è un appello a rispettare lo spirito olimpico. Un invito che non possiamo che accogliere e sottoscrivere perché ci chiede di sottolineare uno spirito di dialogo tra i popoli. Del tutto diverso è l’atteggiamento, che abbiamo criticato duramente, di chi ci chiede di adoperarci per nascondere ogni critica o conflitto”.

Dove sta la differenza?
“Questo secondo tipo di appello, diciamo un po’ peloso, per noi è irricevibile. Perché ci chiede di delegittimare chi esprime un disagio. Non possono pretendere di abbattere ogni forma di critica. Penso che la critica, anche quella che riguarda le forme concrete con cui oggi viene organizzata un’Olimpiade, possa e debba convivere con lo spirito olimpico”.

Il blocco della fiaccola in Val di Susa rientra, secondo lei, nello spirito dell’appello di Ciampi?
“Il blocco della fiaccola in Val di Susa è una storia diversa. È una reazione, certamente fuori dalla norma, di una popolazione esasperata da un conflitto duro che prosegue da anni. Quando gli operai bloccano le strade e gli aeroporti, come hanno fatto a Termini Imerese i dipendenti della Fiat, tutti sanno che quella è una reazione estrema a una situazione estrema. Nessuno sosterrebbe che si tratta della via normale per risolvere i conflitti”.

Lei pensa che questa posizione del suo partito sia compatibile con la permanenza nell’Unione?
“Io penso che i criteri per stabilire chi sta dentro e chi sta fuori dalla coalizione li definisca il programma che noi stiamo discutendo e saremo chiamati a sottoscrivere. Chi ci chiede invece di prendere le distanze dai movimenti dovrebbe studiarsi la storia italiana degli anni ‘60 e ‘70. E dovrebbe sapere che non c’è un automatismo tra le posizioni dei partiti e quelle dei movimenti di protesta”.

Sta dicendo che non siete in grado di controllare chi protesta?
“Non solo non siamo in grado ma non vogliamo farlo. Il rapporto tra lotte di massa, sindacati e partiti è un rapporto dialettico, non gerarchico. Ognuno ha il suo ruolo e la sua autonomia. Non credo, per capirci, che tutti i movimenti o i sindacati sarebbero disposti a sottoscrivere il programma dell’Unione”.

Lei andrà a Torino per le Olimpiadi?
“Non credo proprio”.

Per una ragione ideologica?
“No, perché sono impegnato in campagna elettorale. E faccio poche eccezioni. Oggi ad esempio (ieri per chi legge-ndr) sono al congresso della Fiom”.

Alla Fiom sì e allo stadio olimpico no?
“Certo. Perché il congresso della Fiom è un luogo della politica. Le Olimpiadi sono come un film o una prima teatrale: uno assiste se può”.

February 7, 2006

Ancora il costo del lavoro!

Filed under: Blog — Administrator @ 8:34 pm

Qui non c’e’ più molta speranza… ormai sicuro di aver vinto su Berlusconi il centrosinistra manda avanti il Gran Babbano a ribadire che occorre far diminuire il costo del lavoro. Ho già detto cosa ne penso. Il lavoro in Italia è stato insultato abbastanza. Ora va iniziato, urgentemente, un vero e proprio processo di riabilitazione, che vuol dire che l’effetto finale deve essere una rivalutazione dell’ora lavorata, un suo aumento di pregio. Se poi lo Stato riuscirà a far pagare piu’ tasse sulla rendita parassitaria e meno sul lavoro produttivo, ben venga! Ma si devono usare parole diverse fin da subito, perché le parole hanno poi un peso … come i sacchi da un chilo dei Camalli. Perciò … se i babbani hanno capito l’antifona … meglio che si diano da fare, e subito, o noi ci dovremo rivolgere ai Troll! Per capirsi: quelli che mangiano i bambini!

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