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October 21, 2006

Femminismo da salotto e impotenti da osteria

Filed under: Blog — Administrator @ 9:18 pm

Aznar infila la stilografica nella scollatura, speriamo generosa, di una giornalista che -innocentemente- gli ha chiesto l’autografo.
Qualcuno dice che -insomma- “non è fine”, ma il suo Partito Popolare (destra-centro) ha invitato i socialisti a non fare “polemiche fittizie” e un “femminismo da salotto”, sostenendo che quello dell’ex premier è stato “un gesto spontaneo” senza nessuna connotazione negativa. Fortunatamente la moglie lo difende, dice che Azz-nar non è per niente macho … anzi!
Il presidente Putin (figlio di sua mamma) si congratula con Olmert perché il presidente israeliano Katz-av e’ indagato per una decina di casi di “modestia” sessuale, messi in atto grazie alla propria carica personale… non quella erotica, pero’.
A Vicenza il leader della Lega Umberto Bossi, in mezzo agli applausi, ha più volte urlato al microfono: “Veneto libero” (dai Lumbard, aggiungerei io) e poi, rivolto alla piazza ha esclamato: “Silvio, ce l’abbiamo ancora duro, per questo è pieno di donne”.
Ecco l’episodio, piu’ di tutti, rivelatore.
Cosa possa avere di duro l’umberto, al di la’ di un buon numero di arterie, resterà, infatti, un mistero.
Son questi gli statisti della destra?
Cose del genere si sentono, abbastanza spesso, risuonare, per bocca di poveri menomati, nelle osterie.

Dopo aver sentito la frase di bossi, mi sono ricordato improvvisamente cosa voleva dire … essere governato da lui e i suoi compagni di cenette.
Forse averli sbattuti fuori ci costera’ qualcosa ( a tutto c’e’ un prezzo), ma lo pago volentieri.
Prodi ! Tassaci quanto ti pare! Ma tieni lontano da noi questi personaggi!

October 19, 2006

Com’ esuli pensieri

Filed under: Blog — Administrator @ 9:34 pm

Ieri, per un senso del dovere che fatico da me stesso a giustificarmi, dopo una giornata alquanto intensa, mi sono pure recato all’assemblea convocata dalla lista dell’unione di Salzano. Sono iniziative importanti, non c’e’ dubbio, ma che farci, chi ci è venuto a parlare fondamentalmente e’ un qualunquista, e a me mi si son girate le balle… un bel po’.
Secondo questo signore, che non nomino per non beccarmi una querela, ” la globalizzazione esiste, si’, ma ad un livello che - alla fine- non ci riguarda. C’e’ bensi’ una globalizzazione dei capitali, ma sono cose che volano alto, quasi a livello stratosferico, come stormi di uccelli, che poi ogni tanto si posano un po’ qui e li’, poi si rialzano in volo e vanno a svernare altrove …” Ora se non è un imbecille uno che parla cosi’, non saprei come altro definirlo.
Sarebbe, poi, una fissazione infantile della sinistra quella di insistere per difendere i posti di lavoro produttivi, che’ la vera ricchezza sta nel terziario, meglio massaggiare le chiappe di una ricca vecchiaccia tedesca ad Abano che spezzarsi la schiena con i “sacchi da un chilo” a Marghera.
Naturalmente me la sono dovuta sopportare, anche se un paio di frasi, anche pesantuccie, gliele ho dette.
Ho ricordato a tutti che questi “lievi uccellini”, i capitali globalizzati, dove si posano lasciano guerra, macerie, miseria e morte.
E ho insistito a difendere il lavoro produttivo.
Ci ho pensato e ripensato, e ho concluso che anche alcune cose ( magari giuste e interessanti), che il relatore pure aveva portato, erano, alla fine, difettate.
Il qualunquismo si annida sotto parecchie forme.
Anche sotto le immagini poetiche ispirate dal Leopardi.

October 13, 2006

Bondi-ola

Filed under: Blog — Administrator @ 9:51 pm

Stavolta, ad annunciare lo sciopero della fame “in difesa dei diritti” e contro “gli strappi alle regole fondamentali della democrazia”, è il coordinatore di Forza Italia Sandro Bondi che vuole manifestare così il suo dissenso contro la riforma del sistema televisivo “punitiva” nei confronti di Mediaset.
Non so a voi, ma a me la faccia di questo noto personaggio ispira succulente visioni gastronomiche. Dalla bondiola al culatello passando per il lardo di Colonnata.
E’ agghiacciante anche solo il pensiero di veder sfiorire un personaggio cosi’ florido, e cosi’ sincero - nel suo premiato, premiatissimo, ruolo di maturo valletto.
NON FARLO! Bondi NON FARLO! Non dilaniarti le viscere con i pannelliani cappuccini senza briosc!
Non te lo chiede silvio, né tantomeno emilio, ma è il popolo intero della sinistra che non potrebbe reggere a cotanto rimorso, pensando le tue guanciotte svuotarsi, gli occhi intorbidirsi, l’alito impregnarsi di acetone! Non farlo!
Di piu’: con quali forze guideresti poi, in piazza, le truppe ardite dei commercialisti annichiliti dalle crudeli Tasse Staliniste?
Qualcosa mi dice che - anche senza conoscermi - questo mio appello ti commuoverà e ti farà pensare.
Qualcosa mi dice che nella peggiore delle ipotesi, salterai la frutta o risparmierai una creme caram’el, alla prossima cena di Arcore.

October 8, 2006

Salire in piazza

Filed under: Blog — Administrator @ 10:13 pm

La casa della liberta’ di berlusconi, e non di altri, “minaccia” di scendere in piazza. La democrazia si esercita anche cosi’, non c’e’ dubbio, anche se -di norma- non serve minacciarlo, lo si fa, e basta. Ma qui non stiamo parlando di democrazia, qui stiamo parlando di un mondo, quello dei berlusconi dei previti dei calderoli e dei bossi, nel quale è piu’ premiato chi piu’ e’ ladro e bugiardo. La finanziaria “stalinista”, lo ho gia’ detto e lo ripeto, non la pagheranno loro, ma noi,
NOI CI SIAMO AUTOTASSATI !
E loro strillano???
Questa gente del destracentro, credetemi, ha meno dignita’ delle puttane di strada, che, perlomeno, nel momento in cui le paghi, dicono grazie.
Ma questi ladri, bancarottieri, furfanti generici, con la complicita’ di una loro cricca di giornal-onanisti, ce la sta a menare che scenderanno in strada, andranno in piazza, per difendere cosa?
Ma se gli e’ andata di grasso!
Che schifo.
Pero’, tutto sommato, usano il termine giusto “scenderanno” in piazza.
Tra le mie emozioni piu’ grandi ricordo sempre quella volta che, nel mezzo di un viaggio di lavoro, a Milano, la scala mobile della metropolitana, alla fermata del Duomo, mi porto’ nel mezzo di un inopinato tripudio di bandiere rosse.
Una manifestazione, di cui non ricordo piu’ la ragione, beninteso, e che non era la mia meta, ma l’emozione fu forte, unica. Pensate, man mano che la scala mobile mi produceva a quello sbocco di luce, vedere il cielo macchiato di bandiere rosse, udire la musica delle nostre canzoni.
Quella volta sono SALITO in piazza!

October 7, 2006

La barca …

Filed under: Blog — Administrator @ 4:46 pm

Al Salone Nautico di Genova: cito “repubblica.it”
< < ha ribadito D'Alema: "Dobbiamo sconfiggere la radicata prevenzione di tipo moralistico nei confronti della nautica, che qualche volta si affaccia a sinistra e altre a destra (io l'ho subita d'altra parte) e che associa l'acquisto di una barca ad un'idea voluttuaria, di inutilità, di lusso, di ostentazione - ha detto durante il suo intervento - Se un professionista compra casa, gode di approvazione sociale, ma se con la stessa cifra compra una barca godrà di riprovazione sociale. Credo che in questo ci sia una radicata prevenzione, forse il residuo antico della paura del mare per cui i paesi si costruivano sulle montagne. E' necessario vincere questa prevenzione. Non c'è nulla di riprovevole ad avere una barca. Anzi è un consumo da incoraggiare e promuovere". >>

Da ragazzi avevamo una barca, tutti insieme, una quindicina di cugini. Era una barchetta di legno, andava a remi, e non vide che sporadicamente un fuoribordino di quelli tipo “velosolex”.
I remi lavoravano legati con una corda su di un piolo di ferro, l’attrito li consumava inesorabilmente al centro, per quanto grasso noi gli si desse.
Divenivano alla fine cosi’ fini, li’ dove si infulcrava lo sforzo, da spezzarsi. Erano l’unico articolo di consumo.
Scomparve da una stagione all’altra, rapita dalle esigenze del “pescatore” al cui barcone (poi sparito anch’esso) dovette essere appaiata.
Su di essa sono rimasti tanti ricordi, i nostri piu’ belli.
So bene che se anche quella barchetta tornasse miracolosamente a galleggiare mancherebbero ormai le braccia di quando ero ragazzo.
Forse ricomprereremo qualcosa, prima o poi, di nuovo insieme tra cugini, ormai in eta’ di pensione, anche se schifiamo i gommoni e le carcasse di vetroresina, destinate dal “mercato” ai pezzentoni come noi.
Ma mi rifiuto di considerare “barca” quella dei ricchi, che puzza di benzina e del sudore di marinai salariati.
E la frase di D’Alema mi fa un poco di fastidio … specie quando parla di paura del mare, forse non ha le idee chiare su cosa costano certi lussi e cosa ci si puo’ permettere con gli stipendi “under-60″, che anche lui, insieme a Visco, ha ben ritenuto di ri-tassare.

“Paura del mare” lo dicesse a sua zia!
Noi, con mia madre (84 anni) si entra in acqua alle 8 del mattino, quando sulla spiaggia non c’e’ nessuno, e la si scorta minimo fino “alle boe”, non quelle indicate come “limite delle acque sicure”, ma quelle che segnano la zona in cui le barche non possono entrare a motore acceso, circa 300 metri al largo, se non sbaglio.

Caro D’Alema sai cosa ti dico … certi imbecilli … sarebbe ora di farli piangere!

October 2, 2006

Cui Prodi-est ?

Filed under: Blog — Administrator @ 8:45 pm

Ok mi sono lasciato tentare da una frase un po’ di effetto, anche se e’ tale solo per incalliti e sarcastici latinisti, e io lo fui. Ma in realtà volevo parlare della finanziaria 2007. In sintesi a chi farà bene? A chi farà male? Cosa ne pensano gli under-60 come me? Under-60 di eta’, 56 a fine mese, e under-60(mila euro) di reddito (55mila lordi).
In altri termini sono ESATTAMENTE al centro delle peggiori attenzioni della finanziaria Prodi, eppure mi piace.
E non sono un masochista, anzi, le mie tendenze sono nettamente piu’ attive … ma è un altro discorso. L’impostazione della finanziaria, da come la ho capita fin qui, mi piace.
Ovviamente parlo di come “sembra” sia adesso, e non la ho letta, anche perché finora non la ho trovata in rete.
Innanzitutto “sembra” che non sia stata toccata la scuola. Questo è molto-molto-molto-importante, vuol dire che si punta davvero al futuro, e che finalmente qualcuno ha capito, o glielo hanno fatto capire, che un servizio come questo NON E’ MAI SPRECATO.
“Pare” che si colpisca poco la sanità, magari un po’ piu’ di quello che speravo,ma tutto sommato in modo sopportabile, c’e’ ancora molto da fare in questo campo, ma vediamo un po’ cosa avverrà nei fatti, ho sentito parlare di una centrale di acquisto unica per i medical device (dalle siringhe alle valvole cardiache), io SO che li’ c’e’ un bel po’ di marcio, si puo’ risparmiare parecchio… vedremo.
Colpire un po’ anche gli sprechi privati, come i SUV, mi pare, poi, molto giusto ed educativo.
E per finire: le tasse che aumenteranno, nella mia vertiginosa fascia di reddito, sono una bella seccatura, lo ammetto. Ma la curva che prende la tassazione è un bel po’ piu’ ben fatta di quella -allucinata- del Tremonti.
La mia modesta esperienza di amministratore locale mi ha fatto capire che se possiamo far stare meglio i nostri concittadini, alla fine staremo meglio anche noi, magari con meno soldi in tasca, ma con piu’ sorrisi intorno, e non solo sorrisi, distribuire il benessere e’ come seminarlo, poi ti cresce intorno.
Pero’ non mi vengano a dire che saranno i ricchi a piangere.
Questa, cari compagni, è una caduta di stile, anche se ve la “condono”. Immagino che fosse tanta l’euforia, per il risultato del lavoro fatto, che avete ceduto alla tentazione di scrivere e disegnare questa fesseria.
SIAMO NOI LAVORATORI CHE SOSTENIAMO ANCORA UNA VOLTA IL PESO, SIAMO NOI CHE LO VOGLIAMO FARE, SIAMO NOI CHE LO FAREMO. E SENZA NEMMENO PIANGERE.


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