Il ministro Mussi sarà impegnato in una video-chat lunedi’ 22 gennaio.
Rispondendo all’invito comparso su “L’Unita’” online, gli ho spedito la seguente domanda:
Gentile ministro, si parla tanto di collaborazione tra Universita’ e Industria, e di ricette, piu’ o meno infruttuose, i suoi predecessori ne hanno immaginate tante.
Sicuramente anche Lei si è posto il problema, o se lo dovrà porre.
Noi comunisti vogliamo che il mondo della cultura sia libero da legami di “impresa”, ma questo non significa che queste due realta’ debbano essere cosi’ impermeabili l’una all’altra come sono state finora in Italia.
A questo proprosito mi permetto di far notare una grossa incongruenza, un elemento che non ho sentito mai discutere.
Perché i professori universitari non dovrebbero ANCHE venire dal mondo del lavoro?
Sarebbe cosi’ assurdo che, dopo venti-trent’anni di esperienza lavorativa, una persona di cultura e di capacità verificate, potesse insegnare ad un corso di laurea in ingegneria? Prendendosi il suo bravo stipendio, intendo.
Perché, vede, finché a insegnare ci va solo chi non è riuscito a fare nulla di meglio per tutta la vita … non so se mi spiego.
Sa cosa dico - a volte - ai miei piu’ giovani colleghi?
“Questa cosa qui non te la spiego. Se no impari!”
L’esperienza va cercata, e valorizzata, dove esiste davvero.
Saluti comunisti
Ing. Antonio Morra.

